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Appello alle Amministrazioni Locali per difendere e tutelare l’accoglienza ai migranti

10 dicembre 2018

Nei giorni scorsi è stato approvato il Decreto Legge Sicurezza e Immigrazione che il Ministro dell’Interno ha prima brandito come arma contro tutti i mali del Paese, e infine scagliato contro le nostre comunità come una mannaia, rischiando di frantumarle.
Sarebbe ipocrita negare che l’Italia di oggi non stia piombando in un clima d’intolleranza e di razzismo, di violenza e – quindi – d’instabilità e insicurezza. Lo straniero non è trattato come una persona con le proprie speranze e con la propria storia che chiede di esser riconosciuto nella sua umanità e nei suoi diritti, ma un “irregolare” senza diritto alcuno, neppure quello di avere una possibilità e, verrebbe da dire, nemmeno quello di esistere.
Il Decreto Salvini rischia di azzerare il diritto d’asilo che viene relegato a casi residuali; la cancellazione del titolo di soggiorno per ragioni umanitarie poi andrà a ingrossare l’esercito di chi vive nell’irregolarità e nel disagio, aumentando i conflitti sociali.
Infine, l’accoglienza si sposta sulle grandi strutture private – quelle che tutti conosciamo grazie alle vicende del Cara di Mineo in Sicilia, oppure le inchieste di Mafia Capitale a Roma – tagliando i fondi, invece, per l’Accoglienza diffusa dell’unico Sistema pubblico di accoglienza del nostro Paese: lo Sprar (controllato dal Ministero, gestito in collaborazione con gli Enti locali e quindi sottoposto a una rigida rendicontazione). Lo Sprar, oltre a creare migliaia di posti di lavoro in tutta Italia, ha finora permesso di avviare i rifugiati e i richiedenti asilo in percorsi di autonomia con corsi di lingua e tirocini lavorativi, ha contribuito a far crescere le economie dei territori e a ripopolare paesi. Anziché valorizzare una simile esperienza, il Ministro dell’Interno la mette alla porta e ne criminalizza l’espressione più famosa, ovvero il “modello Riace”, criminalizzando con esso quanti credono nella solidarietà, nella tutela dei diritti, della libertà e della partecipazione.

Contrariamente a quanto indicato dal Governo riteniamo necessario sostenere e dare continuità alle esperienze dei centri SPRAR dai quali rischiamo un processo di svuotamento di coloro che perderanno la protezione a causa della nuova normativa. Occorre per questo immaginare comunque percorsi di presa in carico verso questa tipologia di persone, così come servono risposte ai tanti che, concluso il percorso di accoglienza, non hanno ancora raggiunto condizioni di autonomia.
Pare proprio che il Governo non voglia invece promuovere nessun tipo d’integrazione, di inclusione e formazione per chi arriva, ma abbia interesse solo a marginalizzare migliaia di persone su cui poi riversare ogni colpa e sulla cui pelle costruire consenso: una vera e propria strumentalizzazione del disagio e della sofferenza che mina i principi di civiltà e di convivenza.
Il Paese non può uscire indenne da tale imbarbarimento se non lo si argina subito, e forse siamo già in ritardo. Non si può permettere che le conquiste di anni di lotte, di rivendicazioni, siano cancellate.

Riteniamo necessario lanciare un segnale chiaro, da parte di chi vuole crescere e vivere in un paese in cui le comunità si reggano sul rispetto dei diritti e sull’uguaglianza delle opportunità, e non l’odio e la sopraffazione.
Ognuno di noi deve sentire su di sé l’impegno a contrastare il discorso d’odio che sottende alla politica del Governo. Non lasciamo che la sottocultura di stampo fascista e xenofoba, con il suo corollario di ignoranza e di violenza, continui a propagarsi; non permettiamo che chi ci governa cancelli diritti e alzi muri tra le persone.

Difendiamo i diritti umani, la solidarietà, l’antirazzismo, l’antifascismo, su cui la nostra Costituzione si fonda e riscopriamo il senso profondo dell’impegno attivo nelle nostre comunità: è solo così che si contrastano la solitudine e le paure di cui la propaganda xenofoba si nutre a proprio vantaggio, ma a discapito della libertà e del futuro di tutti e di ciascuno di noi.

Chiediamo per questo alle associazioni, alle istituzioni scolastiche e universitaria, ai singoli cittadini l’impegno per sostenere una efficace integrazione e perché tutti, pur nella diversità dei propri ruoli, si mettano a disposizione per un impegno concreto che definisca strumenti di ospitalità per tutte e tutti. E soprattutto chiediamo alle Amministrazioni locali che il sistema dell’accoglienza diffusa venga difeso e rafforzato (nel rispetto di chi vi lavora e di chi viene ospitato), nonostante il Decreto voluto dal Ministro Salvini e con la prospettiva di uscire dalla logica emergenziale per avanzare un modello ordinario e regolamentato di accoglienza. Occorre per questo confrontarsi sul tema di come difendere e rilanciare l’accoglienza diffusa del “modello Toscano”. Per questo serve un investimento nella qualità del servizi che si debbono attestare su standard di accreditamento regionali con parametri sulle strutture e sui servizi erogati e pertanto sul lavoro. Siamo convinti che una possibile strada potrebbe essere un’integrazione da parte delle istituzioni locali e regionali di servizi socio educativi e socio sanitari utili all’integrazione, e di servizi di orientamento al lavoro contro lo sfruttamento lavorativo dei migranti.

Per tutte le ragioni sopra espresse riteniamo necessario prima di tutto che la Prefettura di Firenze ritiri le tre circolari entrate in vigore dal 1 novembre, che non sono semplici provvedimenti amministrativi bensì segnali di criminalizzazione dei rifugiati e dei richiedenti asilo, e chiediamo che i sindaci tutti si attivino creando le condizioni di una collaborazione per impedire che l’accoglienza verso i richiedenti asilo si trasformi in una emergenza sociale e di sicurezza e per immaginare come nel mutato quadro normativo si possano strutturare servizi all’accoglienza.

Primi firmatari:
Anelli Mancanti Firenze, Arci Firenze, A.R.C.O. Scandicci, Aned Firenze, Anpi Firenze, Basta morti nel mediterraneo, Rete degli Studenti Medi Firenze, CGIL Firenze, Comunità islamica di Firenze e Toscana, Confraternita Misericordia di Tavarnelle, Coop. CAT, Coordinamento antimafia di Firenze, Coordinamento democrazia costituzionale, C.O.R.P.I., Cospe, Diaconia Valdese, Flc-CGIL Firenze, Fondazione Andrea Devoto, Fp-CGIL Firenze, Giuristi Democratici, Ipartecipate, Istituto Gramsci Toscano, Le antropologiche, Le case Onlus, Le Mafalde, Libera Toscana, Libertà e Giustizia, Oxfam, Progetto Accoglienza, Refuges Welcome Toscana, Rete Antirazzista Firenze, Rivista “Il grande vetro”, Ronda della carità, Sesto Pacifista e Solidale, UDU Firenze

Forza Nuova “assedia” la sede dell’ANPI

9 dicembre 2018

Ieri Forza Nuova ha “assediato” la sede dell’ANPI Nazionale.
Fumogeni e uno striscione delirante portati lì da Castellino, responsabile romano del micropartito fascista di Roberto Fiore. Un copione simile a quello già visto il mese scorso a Torino.

Giuliano Castellino ce lo ricordiamo questa estate, agli arresti per aver truffato il sistema sanitario nazionale intascandosi 1.3 milioni di euro di rimborsi per la vendita di prodotti per celiaci. Certo, non è una fuga all’estero per reati collegati al terrorismo come quella di Fiore, ma diamogli tempo.

Non di meno le intimidazioni di questi ed altri neofascisti e neonazisti non possono passare sotto silenzio. È in atto un attacco ai valori fondanti della convivenza civile nel nostro paese che viene portato avanti alternando modi melliflui e azioni squadriste tanto da Forza Nuova quanto da CasaPound e dagli altri gruppi dell’estremismo antidemocratico.

Se l’ANPI è la prima della lista sono già stati annunciati i prossimi obiettivi. Ovviamente fra questi ci sono libertà di stampa, magistratura e forze dell’ordine.

L’ANPI di Firenze abbraccia le compagne ed i compagni della sede nazionale, consapevole del lungo lavoro che deve essere fatto e senza alcun timore dell’essere in prima linea. Non ci tireremo indietro proprio ora, sono 70 anni che siamo in prima linea nella difesa della Costituzione.

Dalla stampa: roma.corriere.it/notizie/cronaca/18_dicembre_08/roma-striscione-forza-nuova-a-sede-anpi-simbolo-potere-bbd23c34-fb0c-11e8-9a80-9105c7a1d976.shtml

Un altro passo indietro

30 novembre 2018

Nonostante gli appelli di varie forze politiche e di associazioni democratiche, prima fra tutte l’ANPI, in cui si chiedeva la sospensione del cosiddetto “Decreto Salvini”, ieri è stata approvata dal Parlamento, in via definitiva, una Legge sulle materie di sicurezza e l’immigrazione in cui il diritto costituzionale dell’accoglienza viene spudoratamente calpestato spingendo il nostro Paese fuori di un sistema di vera democrazia, stracciando i principi fondamentali sanciti dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

“Con l’approvazione del decreto sicurezza si stravolge di fatto la Costituzione e l’Italia entra nell’incubo dell’apartheid giuridico. È davvero incredibile che sia accaduto un fatto simile, che sia stato sferrato un colpo così pesante al diritto di asilo, all’accoglienza, all’integrazione”, ha affermato la nostra Presidente Nazionale Carla Nespolo.

Parole che l’ANPI Provinciale di Firenze condivide pienamente e sottoscrive.


Il comunicato della Presidente nazionale ANPI, Carla Nespolo: anpi.it/articoli/2108/litalia-nellincubo-dellapartheid-giuridico

CasaPound è un pericolo per la sicurezza di tutti i cittadini

22 novembre 2018

Svicolano, si contraddicono, negano sfacciatamente i fatti. Insomma CasaPound si comporta come al suo solito.
Solo acrobazie logiche e, giusto per usare un eufemismo, un’idea estremamente “elastica” della coerenza possono permettergli di dichiararsi, nelle parole del loro leader Simone Di Stefano al Corriere della Sera, apertamente fascisti ed eredi della Repubblica Sociale Italiana e al contempo sottoscrivere di non professare comportamenti fascisti.
La continuità nelle dichiarazioni di fascismo da parte di tutti i maggiori esponenti di CasaPound è già abbastanza da chiedersi se la loro firma sull’atto fiorentino non sia di fatto una falsa dichiarazione in atto pubblico.

Ma questa è solo metà della faccenda.
L’altra metà è quella raccontata dalle denunce e dagli arresti a carico dei militanti di CasaPound. Un partito con una base di iscritti così piccola e che colleziona 359 denunce e 20 arresti fra il 2011 e il 2015 è un pericolo per la sicurezza di tutti i cittadini.
Dal 2015 ad oggi quei numeri si sono ulteriormente gonfiati, come a metà di quest’anno a Torino dove a seguito di una perquisizione della loro sede ci sono stati sei denunce ed un arresto. Il questore in quella occasione ha dichiarato: “Lavoriamo per garantire la sicurezza, ma ci troviamo di nuovo davanti a persone che si pongono come soggetti politici e agiscono come delinquenti”. E poi meno di due mesi fa l’aggressione con mazze e cinghie a Bari.
E ancora dobbiamo ricordare a tutti chi era Gianluca Casseri, l’autore dei due omicidi e dei tre ferimenti a Firenze?
Le affannate dichiarazioni di CasaPound a Firenze, le accuse demagogiche e il poco degno vittimismo sono solo una maschera che nasconde questo. Questo e molto altro: chiunque può farsi un giro sul web alla ricerca di tutte le volte che CasaPound è stata protagonista di inquietanti fatti di cronaca.

L’ANPI di Firenze richiede con forza alle istituzioni vigilanza sui valori costituzionali, su cui si fonda la convivenza civile del nostro Paese: che non permettano che vengano aggirati come appena successo.

Banchini di CasaPound su suolo pubblico a Firenze

18 novembre 2018

CasaPound sta organizzando banchini di promozione a Firenze, oggi in piazza Strozzi.
A nemmeno un anno dall’approvazione della delibera per la quale ogni richiesta di attività su suolo pubblico deve accompagnarsi ad una dichiarazione esplicita di rispetto dei valori antifascisti e antirazzisti sanciti nella Costituzione quegli stessi valori diventano carta straccia.

Che CasaPound abbia firmato quella dichiarazione non stupisce nessuno, è ovviamente solo l’ultima di una lunghissima serie di sfide sfacciate alle regole e ai valori civili del nostro Paese. Quello che sbalordisce è invece la scelta del Comune di Firenze che, dopo aver votato e reso applicativa la delibera, prende per buona quella firma.
Stiamo parlando di CasaPound, i primi a dire pubblicamente di sé stessi “noi siamo fascisti”. Stiamo parlando di un’organizzazione che ha collezionato centinaia e centinaia fra denunce e arresti per i propri militanti. Stiamo parlando della violenza assassina di Piazza Dalmazia.
Solo qualche giorno fa il Parlamento europeo ha votato una risoluzione sull’aumento della violenza neofascista in Europa. CasaPound è uno dei pochi gruppi citati esplicitamente in quel documento.

Se quella delibera non ferma un’organizzazione del genere allora a cosa serve? Che senso hanno le parole spese dall’amministrazione comunale ogni 25 Aprile, ogni 11 Agosto?
O quella concessione è un errore vergognoso a cui riparare immediatamente o l’amministrazione comunale smentisce sé stessa e si allinea per ignavia a chi erode, giorno dopo giorno, i principi della convivenza civile e le fondamenta valoriali del nostro Paese.

La Segreteria ANPI Firenze

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“Decreto Salvini”: aumento dell’illegalità e della marginalità.

7 novembre 2018

L’ANPI Provinciale di Firenze aggiunge la propria voce a quella dei comuni che chiedono la sospensione del cosiddetto “Decreto Salvini”, che comprende in un unico testo le materie sicurezza e immigrazione.
Le città di Torino, Bologna e Firenze hanno approvato ordini del giorno in cui si sottolinea la pericolosità degli intenti inclusi in questo decreto che porteranno ad un aumento dell’illegalità e della marginalità. L’intero impianto del decreto ignora il valore, costituzionalmente riconosciuto, dell’accoglienza e spinge l’Italia ai margini del sistema ideale disegnato dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

Chiediamo con forza che sia dato ascolto a quelle istituzioni e a tutti i cittadini che chiedono una gestione della complessità del fenomeno delle migrazioni umane basata su criteri di razionalità e solidarietà umana.

[la notizia: www.firenzetoday.it/cronaca/immigrazione-sospensione-decreto-salvini.html]

No giustizieri fai da te di CasaPound

2 agosto 2018

Di nuovo CasaPound tenta a Firenze la carta delle ronde notturne, provando a sostituirsi alle forze dell’ordine, giocando ai paladini di una legalità che sono i primi a disprezzare.

Non sono le ronde di partito a fare la sicurezza. La sicurezza la fanno le famiglie, i singoli cittadini, le associazioni di quartiere, i commercianti, le iniziative e gli spazi comuni vissuti tutti i giorni. Vediamo continuamente sulla cronaca i risultati nefasti di attacchi razzisti di giustizieri, che non devono trovare spazio.
La sicurezza la costruisce l’amministrazione del territorio e la professionalità delle forze dell’ordine, non le improvvisate di un gruppo di neofascisti. Come le ronde sulla tramvia di qualche tempo fa, durate giusto il tempo di farsi due foto e mandarle alla stampa. Non può essere CasaPound a parlare di sicurezza, i cui militanti hanno collezionato negli ultimi anni centinaia e centinaia fra denunce e arresti in tutta Italia. E ancora risuonano gli spari di Piazza Dalmazia.

CasaPound è un corpo estraneo nel quartiere di San Jacopino, il loro misero sgomitare in vista delle prossime elezioni comunali e l’affannosa ricerca di un minuto di celebrità sono però fatti soffiando sul fuoco del senso di insicurezza, sono fatti giocando sulla paura e non fanno che peggiorare la vita quotidiana dei residenti.

L’ANPI è con i cittadini di San Jacopino nel respingere le provocazioni dei neofascisti di CasaPound e chiede che le istituzioni impediscano questo pericoloso fai da te, riportando il tema della sicurezza nell’ambito di una gestione civile e degna di uno stato democratico.

Il presidente del Quartiere 1 Sguanci su Mussolini: parole che lasciano sgomenti

16 gennaio 2018

Lascia esterrefatti la vicenda di Maurizio Sguanci, presidente del Quartiere 1.
Le sue parole su Mussolini, infarcite delle sciocchezze tipiche di certa insopportabile superficialità dilagante sui social network, sono indegne di una città come quella di Firenze, che ha pagato più di altre vent’anni di dittatura e il passaggio della guerra voluta dai nazifascisti.
Rappresentare le istituzioni democratiche nate in Italia solo grazie alla sconfitta del fascismo comporta responsabilità, comporta lo schierarsi dalla parte della libertà contro la sua negazione, ovvero il fascismo. Nei giorni in cui il consiglio comunale ha approvato una delibera che vieta spazi a chi minaccia la democrazia, dalla quale attendiamo discenda in tempi rapidissimi una coerente modifica ai regolamenti comunali in materia, non è possibile alcun tentennamento.
Come ANPI provinciale di Firenze chiediamo al sindaco Nardella di prendere una posizione chiara rispetto a quanto accaduto e respingiamo con forza ogni concessione a una storia che è inconciliabile con il vivere civile sancito dalla nostra Costituzione.

Vessillo nazista alla caserma Baldissera di Firenze

3 dicembre 2017

Chiamarlo un atto vergognoso sarebbe poco. L’esposizione della bandiera neonazista dentro la caserma Baldissera dei carabinieri di Firenze è intollerabile.
Non è solo uno sfregio a uno dei simboli della sicurezza della nostra comunità: l’Arma dei Carabinieri. Ma è anche e soprattutto un colpo al cuore dei valori sui quali si fonda la Repubblica italiana. Parliamo dei valori della Resistenza. Parliamo di tutti quegli uomini e quelle donne che durante la Seconda Guerra Mondiale lottarono per liberare il nostro Paese dalla violenza del nazifascismo. Per dare al nostro Paese le fondamenta su cui costruire la Repubblica.

L’Arma dei Carabinieri ha dato molto alla storia d’Italia e in particolare alla storia della Resistenza. Come non ricordare i tre martiri di Fiesole – Alberto La Rocca, Vittorio Marandola e Fulvio Sbarretti – che il 12 agosto del 1944 si consegnarono alle truppe tedesche per salvare dieci ostaggi e subito dopo furono fucilati? Come non ricordare il contributo dato alla Liberazione di Firenze dall’Arma dei Carabinieri?
È per questo che lo sgomento di fronte ad un episodio del genere è più forte.

In un periodo, poi, in cui nella nostra città e in tutta la Toscana l’estrema destra si sta ritagliando spazi sempre più ampi e la risposta delle Istituzioni non è sempre all’altezza della sfida. Quanto dovremo aspettare perché ci si renda conto che l’avanzata del neofascismo anche qui, in una delle città simbolo della Resistenza, della cultura del rispetto e dell’apertura al mondo, sta assumendo dimensioni oltremodo preoccupanti e non può più esser vista come fenomeno marginale, ma combattuta con fermezza?

Ecco perché dobbiamo interrogarci non solo su chi ha esposto quella bandiera, ma anche su chi, prima che divenisse di dominio pubblico, ha visto ed ha taciuto, ha visto e ha lasciato correre.
Deve essere fugata ogni ombra in questa faccenda.
Chiederemo al più presto un incontro al Prefetto di Firenze, Alessio Giuffrida, perché è intollerabile che i membri delle forze dell’ordine non siano pienamente aderenti ai principi e ai valori di quella Costituzione su cui giurano.
Convenendo inoltre con la pronta reazione della ministra Pinotti ci attiveremo per incontrarla sul tema del rispetto dei principi democratici e dei valori costituzionali nell’esercito.

ANPI Firenze
ARCI Firenze
CGIL Firenze

Partigiane e partigiani, i ritratti di Giovanna Gould

12 novembre 2017

Dodici partigiani toscani, in quindici ritratti fra il 2006 e il 2007. Schizzi realizzati di getto, in pochi minuti, durante riunioni o in altre attività.

Giovanna Gould, dottoressa in lingue e diplomata in pittura e storia dell’arte, ha insegnato arte e lingue in vari paesi (Italia, Seychelles, Zimbabwe, Isole Vergini, Stati Uniti, Liechtenstein). Impegnata anche come ritrattista nei tribunali in quei casi dove le fotocamere non sono ammesse, ha esposto i propri lavori in mostre personali e collettive in vari paesi del mondo. L’ultima a Cadice in Spagna nel maggio 2017.